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Indice Orientati al lavoro

GUIDA AL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Relatore: Angela Macrì
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Psicologa di comunità, docente nei corsi di formazione del FSE e consulente psicopedagogico per un’associazione no profit che lavora in collaborazione con il Comune e Provincia di Roma per iniziative legate al mondo dell’infanzia, si occupa anche della selezione e formazione del personale e della progettazione e realizzazione degli interventi proposti dalla stessa associazione.

Il colloquio di selezione nasce generalmente come esito del Curriculum Vitae che avete inviato. Una volta procurato il colloquio dovrete prepararvi a giocare in un’ora o anche meno le vostre opportunità.

I colloqui servono a raccogliere le informazioni necessarie per stabilire con la massima esattezza possibile l’idoneità di un candidato ad una mansione specifica:

Le informazioni più comuni riguardano:

*   esperienza di lavoro

*   obiettivi personali

*   istruzione

*   affidabilità

*   abilità, competenza e conoscenze tecniche, analitiche di lavoro,d’ufficio o manuali

*   attitudine

*   hobby ed altri interessi

*   realizzazioni precedenti.

            Il colloquio è il momento della verità in cui le persone sono a confronto integralmente nelle loro competenze, nella loro personalità e nello stile di relazione. E’ una prova imprevedibile nel suo esito: ognuno di noi osserva la realtà alla luce di schemi, opinioni e pregiudizi soprattutto su un tema così soggettivo come la valutazione delle persone: ciò che crediamo dire o manifestare e ciò che sarà percepito dal nostro interlocutore non sono necessariamente la stessa cosa.

            Durante il colloquio l’intervistatore e il candidato ricevono un’impressione importante e durevole l’uno dell’altro.

Il selezionatore è comunque un nostro alleato perché se noi siamo la persona che sta cercando ha terminato il suo lavoro. Nel colloquio il selezionatore e il selezionato hanno obiettivi diversi ma giocano la stessa partita

Definiamo due fasi del colloquio di selezione:

  1. Fase preliminare
  2. Fase del colloquio vero e proprio

Nella Fase Preliminare sarà importante:

*   PREPARARE IL COLLOQUIO NEI PARTICOLARI. Chi si presenta al suo primo colloquio con un atteggiamento del tipo “Vedrò un po’ quello che mi propongono e poi deciderò” potrebbe rammaricarsi per non essere stato pronto a rispondere a domande o reagire a situazioni ovvie in sede di colloquio.

*  RACCOGLIERE INFORMAZIONI. Chi è il nostro interlocutore, che azienda è, qual è il suo stile, quali i prodotti e le strutture, chi è la persona che abbiamo davanti (1 giovane selezionatore, il direttore del personale, o come accade nelle piccole aziende la persona che sarà il nostro capo…)

Il colloquio ha abitualmente 4 fasi

  1. Il Warm up o riscaldamento
  2. L’esame del candidato
  3. Il controesame da parte del candidato
  4. La chiusura

Il warm up può durare 2/3 minuti contro i 20 dell’esame, i 10 del controesame ed i 4/5 della chiusura; ma i 2/3 minuti iniziali possono influenzare enormemente il prosieguo.

Nella fase di Warm up sarà importante

*  FARE UNA BUONA IMPRESSIONE (“You never have a second chance to make a first impression”) La prima impressione che avrete creato nel vostro interlocutore vi resterà sempre appiccicato addosso. E’ importante non arrivare in ritardo, magari discinti e trafelati….accampando poi scuse banali….prendetevi i tempi necessari

            Nella fase dell’esame del candidato le vostre competenze e la vostra personalità saranno scandagliate a fondo. Da sottolineare la necessità di prepararsi sui propri punti deboli per evitare che si finisca per essere etichettati dagli stessi. Un modo per risolvere il problema sarà quello di:

a)       prevedere che ci venga richiesto di parlarne

b)       inquadrarli in un ottica più vasta

c)       ammetterne serenamente la plausibilità

d)       dimostrare come, essendone consapevoli, abbiamo già noi stessi individuato gli antidoti ai potenziali rischi che questi handicap rappresentano.

            Sia nella fase di esame del candidato che di controesame sarà fondamentale non trasformare il colloquio in un interrogatorio con un selezionatore sempre più nervoso e un selezionato sempre più intimidito.

            Anche nella fase di esame un colloquio non ha un iter prestabilito: raccolte alcune informazioni indispensabili al selezionatore interesserà soprattutto farvi parlare per capire come ragionate, come interagite, come polemizzate, che opinione avete di voi stessi e di ciò che vi circonda, quali aspirazioni avete e come volete raggiungerle.

            Al contrario rispondere a ciò non significa parlare troppo. Le risposte devono essere chiare e concise, pensate prima di rispondere. Non mentite e fate domande qualora ci siano aspetti che non avete chiari.

            La fase di chiusura è altrettanto importante quanto quella di apertura.

Qualora durante il colloquio il vostro interlocutore vi parli del trattamento economico previsto e vi chieda se avete vincoli o particolari esigenze fateli presente se questi comportano per voi una scadenza tassativa. Se l’azienda assumesse un impegno orale richiedete qualcosa di scritto perché non è detto che l’impegno verbale si trasformi in assunzione.

Quale deve essere l’atteggiamento del candidato durante il colloquio?

Gli atteggiamenti più consoni dovrebbero essere:

*  TRANQUILLO e SORRIDENTE Un buon selezionatore saprà mettervi a vostro agio e instaurare un clima disteso nonostante la vostra emozione. E’ importante che voi contribuiate: un sorriso un atteggiamento sereno dimostrano che sapete reggere bene lo stress. La tensione d’altra parte è un buon meccanismo di difesa che mobilita e sfrutta al massimo le nostre risorse.

*  NE’ INGENUO, NE’ ATTEGGIATO, NE’ ECCESSIVO. Bisogna aver chiaro in questo senso l’obiettivo della nostra conversazione e il fatto che questa avviene con una persona che giudicherà anche il modo in cui stiamo perseguendo il nostro obiettivo. Essere sinceri non significa quindi assumere un atteggiamento confidenziale ma, senza distorcere i fatti, avere una buona occasione di parlare di voi stessi, di dimostrare come sapete cogliere e dominare la complessità del reale e come sapete analizzare i fatti con realismo e senso di opportunità (chi sa vendere bene se stesso sa vendere anche bene l’azienda in cui lavora)

* PENSIERO POSITIVO, CREATIVO, CONCRETO. Persone che propongono e risolvono i problemi sono + valutati rispetto a coloro che li complicano o li commentano

            In un colloquio non sono solo le parole che contano: tutto il nostro corpo comunica e non solo quello. Il nostro interlocutore ci ascolta con la vista e il tatto.

            I nostri gesti, il nostro sguardo, il tono della voce confermano integrano o smentiscono le nostre affermazioni.

            Il modo in cui siamo vestiti, in cui salutiamo, in cui stiamo seduti può contribuire a formare il giudizio su di noi.

“La nostra comunicazione non verbale è molto meno controllabile di quella verbale”

*   Come vestirsi . Dare nel look una sensazione di affidabilità e serietà; fantasia e originalità sono optional a rischio. Per le ragazze è apprezzata l’eleganza, per i ragazzi giacca e cravatta

*   Come parla il corpo. La tensione potrà trasparire da un tono di voce affannato o precipitoso, o da una posizione rigida sulla sedia…..Atteggiamenti di “difesa”, cioè di chiusura, di rigidità e scontrosità possono venire dal tenere le braccia conserte, la faccia contratta, lo sguardo corrugato. La stretta di mano è importante fatelo con energia vitale. Variate il tono di voce, usate una voce calda e non metallizzata. Siate voi stessi

Per concludere vorrei mostrarvi le domande più ricorrenti in un colloquio di selezione:

Che cosa sa della nostra azienda? Mi parli di lei Quali sono i suoi punti forza? Quali sono i suoi punti deboli? Vedo che non ha alcuna esperienza in questo settore. Dove si vede tra 3-10 anni? Perché ha scelto proprio questa azienda? Si definirebbe più una persona di pensiero o di azione? Quali hobby pratica? Che cosa legge, qual è l’ultimo libro che ha letto? Cosa le interessa maggiormente nella professione che proponiamo? Ha mai dovuto rispettare delle scadenze? Se si mi faccia degli esempi. Mi faccia un esempio di una decisione che ha preso e che ha portato dei vantaggi all’organizzazione per la quale lavorava? Perché ha impiegato tanto a laurearsi? Perché si sente la persona adatta a questa posizione? Ha effettuato viaggi all’estero? Pensa di essere in grado di dirigere un’equipe?Preferisce lavorare da solo o in gruppo? Quale dovrebbe essere il suo stipendio? Mi spieghi perché dovrei assumerla Vuole aggiungere qualcosa alla fine del colloquio? Ha qualche domanda?

Un ultimo consiglio: andate pure ai colloqui dove non vi sentite i più adatti, può comunque essere un’esperienza, un modo per cominciare a mettere in pratica la teoria sui colloqui, in modo che quando si presenterà l’occasione che aspettavate, non la perderete per inesperienza o incapacità di proporvi ad un colloquio

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