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LE DINAMICHE DI GRUPPO NEL PROCESSO DI FORMAZIONE
(di Angela Macrì)

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Possiamo considerare i gruppi di formazione come una categoria particolare dei gruppi di lavoro. Il processo di trasformazione infatti non coinvolge la trasformazione di risorse umane o materiali in un prodotto, ma nella trasformazione di una risorsa particolare: sé stessi.

Il gruppo è allo stesso tempo strumento didattico e oggetto dell’intervento formativo. Uno strumento perché ognuno trova la possibilità di sviluppare la propria professionalità individuale, tenendo conto di un’ottica di gruppo; un oggetto perché è una entità collettiva che collettivamente apprende, elabora ed accresce la propria esperienza attraverso un continuo scambio di informazioni tra l’interno e l’esterno.

Ripercorrendo la definizione data da K.Lewin secondo il quale il gruppo è una “forma” caratterizzata non dalla semplice somma dei suoi membri, ma dalla loro interdipendenza, tanto che il cambiamento di stato di una parte comporta una modificazione di stato delle altre, l’approccio all’analisi delle dinamiche di gruppo deve tener conto dell’osservazione di più livelli contemporaneamente che comprendono:

La struttura affettiva intesa come la mappa sociometrica della posizione dei singoli membri all’interno del gruppo ( star positive e negative, antagonisti, isolati, emarginati, amanti incompresi)

La struttura di comunicazione ovvero come un’informazione viene fatta circolare al suo interno

La struttura operativa intesa nella valutazione delle modalità di organizzazione dei compiti e nelle prese di decisione.

La struttura del potere o analisi della leadership

Secondo Bruscaglioni (1991) in un gruppo di apprendimento possiamo distinguere quattro fasi:

Fase euforico – irrealistica: i partecipanti attuano un processo di scissione percependosi come buoni e vedendo l’esterno come negativo. Hanno un atteggiamento contraddittorio nei confronti degli argomenti proposti. Vedono la formazione come possibilità di esprimere le proprie emozioni ed opinioni ma non sono ancora in grado ancora di trovare soluzioni fattibili ai problemi

Fase realistico – depressiva: i partecipanti cominciano a rendersi conto di una realtà complessa caratterizzata da un insieme di elementi positivi e negativi e scoprono nuovi modi di organizzare pensieri, comunicazioni e atteggiamenti. Ancora non c’è la preparazione di un’azione

Fase realistico – produttiva: il gruppo si adopera in maniera produttiva per elaborare problemi e soluzioni e per apprendere ciò che viene proposto. Vengono accettati e ci si confronta su punti di vista ed opinioni differenti, per elaborare nuove modalità di intervento.

Fase produttivo – innovativa: si realizza un nuovo apprendimento per raggiungere nuovi risultati. Si mobilitano energie e si attua il trasferimento dell’apprendimento dall’aula alla situazione lavorativa

La conoscenza approfondita dei molteplici aspetti che si costituiscono nell’entità gruppo, daranno al formatore la possibilità di rendere il proprio intervento tanto più efficace quanto più sarà in grado di affrontare, gestire e trasformare quei momenti d’empasse che possono emergere nel corso dello sviluppo del processo formativo.

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